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giovedì 2 ottobre 2014

Linda d:eventi autunnali in vista

Linda d, cantautrice appassionata e impegnata nel sociale, autrice di testi sentiti, una voce che nn passa inosservata.
Il 2014 per Linda d rappresenta un percorso artistico molto intenso. Settembre è stato tempestato da partecipazioni ed ospitate interessanti. Non finisce qui perchè la stagione autunnale si apre con un ottobre ricco di appuntamenti a partire dal 3 OTTOBRE ore 21, occasione in cui Linda d sarà ospite d'onore presso il teatro NUOVA SALA GASSMAN di Civitavecchia (RM) per il Press and Com Europa Tour.

"OPERA NUMERO: 298"
Eccoci arrivati al primo appuntamento degli incontri dal titolo “opera numero”, per chi non sapesse ancora di cosa si tratta può informarsi cliccando qui.

 Andrea Amato docente di BRA (Biocompatibilità e Riarmonizzazione Ambientale) e di EBB (Energetic Building Biology) domenica 5 ottobre alle 17.30 analizzerà l'opera numero 298 del duemilaquattordici di Viola Di Massimo, sotto il profilo dell'energia nell'arte.
Ci guiderà in un viaggio nello spazio sacro: nel fuoco, nell'acqua, nell'aria e nella terra. Un viaggio nei simboli, quei simboli che sanno di così tanto antico e lontano che appartengono a tutti come quei patrimoni comuni di cui parlava Jung.

Un'opera è capace di proiettare energia? Un autore è consapevole della quantità di simboli che crea, della potenza dei colori anche a livello “sottile”, o ne conosce solo l'aspetto “denso”? Ha idea del fatto che la grafite è così potente da contenere memoria?
Penso il creare sia un atto di pura alchimia (dal greco Khimeia ossia fondere, colare insieme), in cui l'autore si fonde con la creazione, e la creazione nasce dalla fusione dell'intensità dei colori, dalla forza delle forme e dalla potenza del  segno. E la cosa... “peggiore” è  che tutto ciò non avrà mai fine:  per quanto un'opera possa avere un termine, non smetterà mai di assumere nuovi significati, di essere osservata, di avere addosso occhi ed essenza di infiniti spettatori che ad ogni pensiero la trasformeranno ancora e ancora in un moto che non avrà mai fine.

Domenica 5 ottobre 2014 scopriremo se un'opera cela energia e, se sì, come la trasmuta e in quali simboli si nasconde tale forza.

Lo studio sarà aperto alle visite anche sabato 4 ottobre dalle 16.30 alle 22.30
 
 
informazioni pratiche
evento “opera numero 298 – l'energia nell'arte”: domenica 5 ottobre 2014 ore 17,30
apertura studio per il 4 e il 5 ottobre: 16.30 – 22.30
cosa si potrà vedere: le ultime opere fra disegni e pittura, accedere alla sala video 
per vedere le video-opere e il rinnovato Bookshop.
per info: info@violadimassimo.com - www.violadimassimo.com 

Rupe Mutevole Edizioni alla Frankfurter Buchmesse, Fiera Internazionale del libro di Francoforte

È importante che le case editrici italiane di media e piccola imprenditoria si cimentino nel confronto con le grandi fiere europee sia per un motivo semplice di crescita sia per aver la possibilità di conoscere tutte le novità in campo editoriale.
Rupe Mutevole Edizioni che, sin dalla sua genesi, si è dimostrata attenta al mercato europeo ed alle sue tendenze parteciperà per il secondo anno di seguito alla Frankfurter Buchmesse ossia la Fiera Internazionale del libro di Francoforte, e sarà presente nel Padiglione Hall 4.1 L 74 con una selezione dei libri del catalogo novità 2014.
La Buchmesse ha luogo ogni anno nel mese di ottobre e per il 2014 avrà inizio mercoledì 8 ottobre per terminare domenica 12 ottobre 2014. Cinque giornate di letteratura proveniente da tutta Europa e non solo.
La Fiera del Libro di Francoforte è un luogo di incontro per gli esperti del settore e per il mercato più importante per i libri, i media, i diritti e le licenze in tutto il mondo.  Editori, librai, agenti, produttori di film o autori, ogni anno nel mese di ottobre, arrivano tutti insieme per creare qualcosa di nuovo.
Un’occasione unica a cui la casa editrice Rupe Mutevole Edizioni non poteva mancare per espandere la rete ed il suo business, per costruire ponti verso il futuro e far crescere le competenze professionali.  
La Fiera internazionale del libro di Francoforte è la più prestigiosa fiera del libro europea. L'accesso alla fiera è riservato agli operatori del settore: editori, agenti letterari, grandi distributori. Saranno dieci padiglioni, alcuni dei quali organizzati su due o tre piani sovrapposti.
La Fiera fu fondata nel 1949 dall'associazione dei librai (Börserverein des Deutschen Buchhandels). La città ha inoltre una tradizione pluricentenaria delle fiere del libro.
Ogni anno ospita 300.000 visitatori specializzati per oltre 9.000 espositori (l'ultimo dato rappresenta un primato mondiale).
Gli ultimi invitati d'onore sono stati nel 2006 l’India, nel 2007 la Catalogna, nel 2008 la Turchia, nel 2009 la Cina, nel 2010 l’Argentina, nel 2011 l’Islanda, nel 2012 la Nuova Zelanda, nel 2013 il Brasile e nel 2014 sarà la Finlandia.
Durante la fiera vengono assegnati alcuni prestigiosi premi letterari: il “Friedenspreis des Deutschen Buchhandels” ed il “Deutscher Jugendliteraturpreis”.
Mancano oramai pochi giorni alla Fiera: che il grande spettacolo abbia inizio!
I primi tre giorni della Fiera (Mercoledì -Venerdì) saranno per i visitatori professionali. Durante il fine settimana apriamo le nostre porte per il grande pubblico interessato a libri e media.
Vi ricordo che Rupe Mutevole Edizioni sarà presente nel Padiglione Hall 4.1 L 74.

Written by Alessia Mocci
Addetta Stampa (alessia.mocci@hotmail.it

Info

Fonte



mercoledì 1 ottobre 2014

Inquinamento Abruzzo: I forum dell’acqua (sporca?) e i movimenti a 5 “stalle”

Quando la politica abruzzese naviga in acque poco sicure. Secondo i recenti risultati della storica campagna della Goletta Verde di Legambiente, le acque abruzzesi sono risultate le più inquinate d’Italia, seconde sole a quelle del vicino Molise. L’89% dei campioni prelevati dal mare d’Abruzzo è risultato contaminato: dei 9 punti monitorati al largo degli oltre 125 km di costa, infatti, ben 8 sono risultati “fortemente inquinati”. Ma cos’è che di preciso sporca le nostre acque e la nostra salute?
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Qualcosa o qualcuno ha reso meno azzurro il mare abruzzese. La ricerca condotta dal movimento ecologista non lascia spazio a possibili dubbi: “Il killer del mare è ancora una volta la mancata depurazione”.
La cosiddetta “Regione Verde” d’Italia – che da tempo avrebbe trovato nel turismo la sua vocazione sociale e imprenditoriale – occupa gli ultimi posti anche per quanto riguarda l’efficienza dei propri depuratori: è sufficiente considerare che sul 20% degli impianti locali è stata avviata una procedura di infrazione a livello europeo.
In sintesi, ben 97.666 abruzzesi sono costretti a tuffarsi in acque poco pulite e sicure.
Per risolvere quest’emergenza ambientale e sanitaria, cosa stanno facendo le nostre istituzioni?
La sezione locale del Movimento 5 Stelle, partito che da sempre vanta un forte spirito ambientalista e che può contare sul prezioso contributo di sei seggi presso il Consiglio Regionale, ha ingaggiato una pesante lotta ideologica contro il decreto Sblocca Italia, un provvedimento varato recentemente dal Governo Renzi che prevede una serie di misure a favore della realizzazione di opere pubbliche, della digitalizzazione, della ripresa delle attività produttive e dell’energia.
Ma di preciso, in che modo questo documento minaccerebbe la salute di noi abruzzesi? Semplice: tra le righe del testo, l’Esecutivo ha riconosciuto ufficialmente l’importanza strategica della produzione nazionale di idrocarburi, un settore che da sempre è stato visto da alcuni movimenti politici ed ecologisti come “ uno scempio ambientale”.
Anche il Forum abruzzese dei Movimenti per l’Acqua – che sul proprio sito ama definirsi come “quelli che vogliono l’acqua pubblica, quelli che credono che un bene universale fondamentale per la vita non debba essere affidato alle logiche del mercato e del profitto” – sono scesi in campo contro la “moribonda” industria petrolifera, responsabile del collasso ambientale e climatico in atto sulla terra”.
Ma quanto realmente questa Regione è minacciata dal petrolio?
A mettere ordine tra i dubbi leciti e gli inutili allarmismi ci ha pensato uno studio realizzato di recente da Confindustria Chieti che ha rilevato come, nonostante dal 1956 a oggi in Abruzzo siano stati realizzati ben 553 pozzi on-shore (a terra) e 184 pozzi off-shore (in mare), l’attività petrolifera “non ha mai prodotto incidenti da cui siano derivati danni all’ambiente o alla salute dei cittadini”.
Nonostante la conferma che questo settore industriale tuteli società ed ecosistema, però, nella stanza dei bottoni della politica abruzzese c’è ancora chi promuove e diffonde la cultura del “terrorismo ambientale”.
E’ recente infatti la notizia che il Consiglio Regionale consegnerà a breve il titolo di Ambasciatore abruzzese nel mondo alla Professoressa Maria Rita d’Orsogna, la Giovanna D’Arco 2.0 delle trivelle che da anni si fa conoscere più per la sua battaglia “no oil” piuttosto che la sua carriera di ricercatrice in America.
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Eppure, per sua stessa ammissione, nonostante la battaglia personale portata avanti da anni e i post iper-tecnici pubblicati sul suo coloratissimo blog, la studiosa di origini abruzzesi riconosce di non essere “un’enciclopedia del petrolio”. Nel rapportarsi all’industria degli idrocarburi, la pasionaria si descrive piuttosto come “una che ci perde del tempo e che non vuole darla vinta ai prepotenti”.
A conferma di questa scarsa conoscenza dell’argomento, già Chicco Testa (storico presidente di Legambiente) ha fatto notare quanto fosse singolare che “la professoressa associata della California State University di NorthRidge CSUN abbia prodotto (come riportato dalla sua home page) 35 diversi studi che riguardano la matematica, la fisica, la biologia e finanche la criminologia ma nessuna ricerca che abbia mai sfiorato la geologia, la geofisica, il petrolio, il gas e temi connessi”.
A voler essere sospettosi, è probabile che le frange estremiste degli ecologisti che siedono all’interno del Consiglio Regionale abbiano esercitato pressioni per consegnare questa onorificenza alla Erin Brokovich abruzzese al fine di disorientare ulteriormente la popolazione su quelli che sono i reali nemici che inquinano la Regione.
Finché gli abruzzesi continueranno a credere che è il petrolio a contaminare le nostra acque, la classe dirigente regionale sfilerà ancora in prima fila nei cortei dei No Triv invece che accelerare la riparazione dei depuratori che giacciono fuori uso al largo delle nostre coste.
In un momento così delicato in cui la Regione, come il resto dell’Italia, lotta per ricostruire un apparato industriale che esce devastato da una crisi quasi decennale, anche la più nobile delle battaglie ideologiche può trasformarsi in uno strumento per arrivare alla tessera elettorale della collettività e, soprattutto, per distogliere l’attenzione dell’opinione pubblica dai reali problemi.
La difesa del proprio habitat è un processo fondamentale in una società civile, così come lo sfruttamento sostenibile di quelle risorse che potrebbero garantire il benessere economico. L’importante è che questi due aspetti non vengano mai messi in contrasto tra loro o, piuttosto, non siano strumentalizzati come slogan per ottenere maggiori consensi.
L’acqua è un bene prezioso, non sporchiamola più di quanto non lo sia già con il veleno più tossico che ci sia in giro: la menzonga.

lunedì 29 settembre 2014

I vini delle Cinque Terre

Sebbene la produzione enologica delle Cinque Terre sia, oggi, una parte minoritaria rispetto a quanto accadeva qualche decennio or sono, i vini prodotti all’interno delle campagne dei cinque borghi di questa meravigliosa zona ligure costituiscono alcune delle realizzazioni più prelibate di tutto il Nord Italia. In particolar modo, al fine di favorire il prosieguo della tradizione enologica locale, da oltre 30 anni è attiva la Cooperativa Agricola che produce il Cinque Terre e lo Sciacchetrà, due vini a denominazione di origine controllata in grado di fungere da vero e proprio simbolo del settore.

Il Cinque Terre (ideale da assaggiare se tracorrete una Ferienwohnungen cinque terre) è un ottimo bianco, dal gusto delicato e dal colore paglierino, frequentemente abbinato a piatti di mare, a focacce speziate e a piatti a base di verdura. Il secondo è un passito dolce e liquoroso e, probabilmente, altresì una delle produzioni più tipiche e riconoscibili. Molto strutturato, lo Sciacchetrà è spesso accompagnatore di qualità di dessert e dolci composti.

Prodotto in quantità molto limitata, ottenuto dalla fermentazione delle uve del bianco (lasciate ad asciugare sui tralicci per almeno tre mesi), deve il suo nome dalla pigiatura che viene realizzata per la sua produzione: “sciacàa”, infatti, vuol dire “schiacciare”. Di qui il nome di questo vino ammirato e ricercato in tutta Europa.

Farmaci Biosimilari: un’occasione unica che l’Italia non può perdere

Le alternative ai farmaci biotecnologici originatori non sono copie a basso prezzo, ma farmaci frutto della ricerca e dell’innovazione con le stesse caratteristiche terapeutiche. “Malgrado si siano accumulate negli anni le prove di efficacia e sicurezza, in Italia è presente un quadro irrazionale, con variazioni enormi tra le Regioni e persino le ASL. Eppure i biosimilari potrebbero far risparmiare non meno del 25% della spesa” dice Francesco Colantuoni, vicepresidente di AssoGenerici.

“I tre farmaci biosimilari disponibili già oggi potrebbero fare risparmiare ben oltre il 25% rispetto alla spesa attuale” diceFrancesco Colantuoni, vicepresidente di AssoGenerici, a margine di un convegno romano dedicato ai farmaci biotecnologici a brevetto scaduto. “Invece la situazione italiana continua a mostrare elementi illogici. Certamente se paragoniamo il dato complessivo del nostro Paese rispetto a quello dei sistemi sanitari europei possiamo concludere che stiamo riallineandoci al dato generale: in Italia i biosimilari rappresentano circa il 30% del mercato di riferimento, contro il quasi 50% della Germania e il 40% circa di Francia, Spagna e Gran Bretagna. Tuttavia non si può non sottolineare come preoccupante la constatazione di una grande variabilità regionale e, addirittura, tra una ASL e l’altra nell’impiego dei biosimilari” prosegue Colantuoni.
“È un dato che non trova alcuna giustificazione sul piano clinico e scientifico: ormai da quasi un decennio sono disponibili le prove che il farmaco biosimilare è efficace e sicuro, perché lo dimostrano gli studi clinici necessari alla registrazione così come la sorveglianza post-marketing, che monitora l’uso quotidiano in corsia”.
Le Regioni devono essere sostenute nel raccogliere e mettere a disposizione dei clinici e del decisore sanitario tutte queste evidenze. “Spesso si sente dire che alla base della diffidenza nei confronti del biosimilare ci sia un principio di cautela nei confronti del paziente, ma si trascura di dire che questa diffidenza non c’è nel momento in cui il clinico decide di passare da un farmaco biotecnologico a quello “innovativo” appena registrato. Ma questi nuovi farmaci sono supportati dalle stesse prove di efficacia e sicurezza che può esibire anche il biosimilare, che è anch’esso un farmaco “nuovo”. Bisogna creare le condizioni perché il medico possa acquisire confidenza con l’uso del biosimilare, considerando anche la necessità di poter continuare a offrire le migliori cure possibili senza mettere a rischio i bilanci e, anzi, allargando l’impiego a una più vasta platea di pazienti”.

venerdì 26 settembre 2014

Isolamento termico interno o esterno, quali differenze?

L’isolamento termico per abitazioni può essere agevolmente raggiunto attraverso interventi interni o esterni (in aggiunta a quelli, più tradizionali e utilizzati in fase di costruzione o profonda ristrutturazione, di intercapedine). Ma quali sono le differenze tra le due diverse metodologie? In linea di massima, nell’isolamento termico interno il materiale isolante è posto all’interno dell’abitazione: in questo modo si evitano lavori complessi esterni, e si applicano materiali isolanti in sede di ristrutturazione.

Il principale problema è relativo alla possibile formazione di condense interstiziali: di contro, è una forma di isolamento che non comporta eccessive complessità, e permette una buona fruizione di un’ampia gamma di materiali alternativi. Nell’isolamento termico esterno si punta invece a realizzare un “cappotto” isolante, applicando uno strato esterno alla parete di supporto. Il materiale isolante sarà poi rivestito da uno strato di protezione.

Con queste caratteristiche, l’isolamento termico esterno è preferito quando si deve procedere a una nuova costruzione abitativa o, di contro, a interventi di ristrutturazione più o meno radicali, che riguardano generalmente l’intero edificio. In ogni caso, il nostro consiglio è quello di ricorrere all’attenta consulenza di un professionista, che potrà indicarvi la soluzione migliore per il vostro specifico caso, con chiara esposizione di costi e tempistiche di applicazione.